mercoledì 24 settembre 2014

Giustizia animalista o bisogno di violenza repressa?

video



Lo schermo è diviso a metà, da un lato si vede un ragazzo mentre si riprende a percuote un piccolo cane colpendolo sadicamente senza un apparente valido motivo. Nell'altra metà, con un montaggio quasi in sincrono, lo stesso ragazzo è a terra, viene colpito in volto e torturato inerme, i colpi sembrano andare a ritmo con quelli usati contro l'animale nel video a fianco.

L'aggressore ha la testa rasata, se non ci fosse il video di confronto (che serve, a quanto pare, a giustificare la puniuzione) assomiglia in tutto e per tutto alle aggressioni russe verso i gay e ai loro video diffusi in rete.

La differenza tra sadici puri e sadici moralisti è nota, nel primo caso le vittime sono scelte con strategie predatorie etologiche, quindi la debolezza della vittima e la sua totale sottomissione. I violenti di tipo morale hanno bisogno di una motivazione, la coscienza li impone di trovarsi una motivazione per aggredire qualcuno, che non si limiti solo alla ricerca di carne facile, le motivazioni storiche di questi violenti, nella storia, sono terribili: etnie minoritarie, minoranze di genere, disabili, pulizia ideologica, utopie.
Nella moderna società occidentale la morale non permette più alcuna scusante per queste giustificazioni, come quindi dare sfogo, in un periodo di crisi, alla propria frustrazione violenta e al proprio senso di impotenza? È un quesito che pare abbia trovato presto una strada alternativa, l'animalismo estremista, che in rete è ormai un fenomeno virale, se indagato da vicino, ha spesso affinità con orientamenti estremi anche in politica (molto diffusi in rete gli animalisti cinque stelle, caratterizzati da una propensione alla violenza e alla repressione).




Tenere un cane sospeso per aria e percuoterlo da una sensazione di potere molto facile da provare, il cane è tendenzialmente selezionato per sottomettersi, non si vendicherà, anzi, sarà ancora più remissivo e ubbidiente dopo, ciò che un sadico dominante cerca.
Cosa voleva ottenere l'aggressore del secondo video dal primo? Curiosamente le stesse cose. Lo colpisce quando lui ormai può solo subire, è in totale balia del suo padrone, che in quel momento ne ha il controllo totale, lui può solo attendere che si stanchi di sfogarsi, non si ribella, si limita a pregare che smetta. Il suo aggressore però continua, lo fa per giustizia, per vendicare il cane, ma ottiene la sua sottomissione, la sua obbedienza, perché la prossima volta non lo faccia più. Gli insegna una lezione, esattamente come lui faceva con il cane.
Ovviamente non si devono soppesare sullo stesso piano, vi è una enorme questione di principio che non si può ignorare. Il sequestro di persona e la riduzione in schiavitù è un orribile crimine, ma che viene, giustamente, usato come deterrente al crimine con la carcerazione.
L'uso della violenza è giustificato sul momento del bisogno, quando c'è da fermare un aggressione, è anche giustificabile un eccesso, se avessi visto lo stesso video in contesti simultanei, il ragazzo che picchiava il cane e l'altro corso a interveniere duramente non si avrebbe avuto nulla da ridire.
Qui però ci troviamo di fronte a un piano premeditato, freddamente premeditato. Una spedizione punitiva che ha cercato la vittima e che ha bramato la sua vendetta con eccitazione. La frenesia è esplosa in uno sfogo che ormai, del senso di giustizia iniziale, non aveva più nulla a che fare.
La fame è saziata, si passa alla prossima vittima, moralmente accettabile.

I video dei neonazisti russi e le loro aggressioni ai gay non sono solo simili nelle immagini, ma anche nelle parole, intervistando molti di questi centri repressivi (in russia ve ne sono centinaia che collaborano con il governo di Putin). Le botte filmate e messe in rete hanno lo scopo di fare da deterrente, per punire chiunque inquini e contamini il popolo russo. I commenti sotto ai video sono una copia dei commenti sotto ai video animalisti in occidente. In russia hanno trovato nei gay una valvola di sfogo, il paese in ginocchio economicamente e diviso si è unito sotto questa causa, come distrazione di massa entrambi i metodi sembrano funzionare egregiamente.




Che dire di questo video, certamente fa gridare a molti - Giustizia è stata fatta - Ma siamo sicuri che la testa rasata non abbia scelto la vittima apposta per garantirsi un'impunità per fare quello che fa di solito il sabato sera o la domenica pomeriggio?

Quante folle, armate di torce e forconi, ha visto la storia, quante vittime linciate dalla folla hanno subito la furia del popolo affamato, quante persone mascheravano la loro violenza con propositi di giustizia giustificando massacri e stermini?

- Stasera mi annoio, andiamo a ripulire il mondo -

La giustizia è cosa troppo importante, non è il mero sfogo, il soddisfare un bisogno di vendetta. Mascherare la propria frustrazione con una maschera da supereroe, superando quella soglia tra bene e male che trasforma la giustizia in repressione, che separa un partigiano da uno sterminatore, un poliziotto da un picchiatore.

Lapidazioni, fustigazioni, linciaggi, sgozzamenti e decapitazioni, il web è saturo di "giustizia."

Una crisi di così vasta portata crea bisogno di giustizia. Una fame così a digiuno
cerca le sue vittime come sciami di locuste in cerca di campi, fino a che la fame non viene saziata.

martedì 27 maggio 2014

Island Societies: Cinque punti per 5 stelle

Island Societies: Cinque punti per 5 stelle

Cinque punti per 5 stelle


Articolo del 27/05/2014 (aggiornato alle 22:17)


È stata la notte delle stelle cadenti quella del 25 maggio 2014, il pd ha ricompattato un elettorato spaventato e confuso, con la malgama dello spettro della DC, un risultato che Renzi aveva pronosticato dall'Annunziata promettendo, con il suo modello del nuovo centrosinistra renziano (qualunque esso sia), il 40%. Forse che il voto di scambio era stato sottovalutato per troppo tempo dal centro sinistra, per un'ormai vecchia e out dignità morale che ammorbava la sinistra italiana dai tempi di Berlinguer.
L'Italia ha un passato glorioso di accordi stato-elettori, pronti a condonare, regalare indulti e posti di lavoro pubblici in cambio di voti, un connubio solidale di solito monopolio del centrodestra, ma che ora il pd di Renzi sembra aver imboccato con successo la giusta via del successo elettorale.
I dati sono inequivocabili, il pd ha fagocitato un elettorato misto, con una fase digestiva probabilmente breve e dal finale scontato, prima o poi dovrà essere "espulso" alla luce del sole il prodotto finale di questo impasto e l'Italia resta a guardare a bocca aperta senza ombrelli in attesa di un bonifico o di un nuovo miracolo italiano.

Forse è vero che senza una crisi economica non avrebbe vinto, 80 euro in cambio di voti sono Brioche gettate agli affamati, ma il popolo vuole mangiare, non essere governato da chi promette legalità e diritti, gli italiani hanno uno stomaco emotivo per queste cose, la morale si sente fin dentro le viscere muoversi e brontolare se a tavola non c'è nulla, ma non siamo solo noi. L'europa in piena crisi occupazionale riesuma i fantasmi della guerra, nazisti, nazionalisti, forse a noi ci è andata meglio, è così che si deve pensare, a chi sta peggio di noi. Renzi non è un fascista ne un nazista, ma nemmeno un comunistaa, un uomo di sinistra tantomeno, forse di destra? No forse è solo democristiano, che vuol dire tutto e il contrario di tutto, il niente che avanza o il voto al vuoto, oppure, a sorpresa di tutti, un uomo che sa come prendere gli italiani, non con la morale o con la legalità, non è nelle nostre corde, ma con un sodalizio di reciproco scambio di interessi, come abbiamo sempre fatto.

Ci sono, secondo una mia analisi, cinque punti fondamentali che hanno regalato una vittoria sicura a Renzi e che hanno cambiato le carte in tavola durante la campagna elettorale. Una "guerra" elettorale  che ha rinforzato il sistema che doveva distruggere, ho cercato di analizzare questi errori in 5 punti fondamentali. Ecco come doveva o sarebbe dovuto essere il movimento cinque stelle per vincere:

  1. Conflitto di interesse. Siamo uno dei pochi paesi in occidente a non aver mai risolto questo problema, marchio nazionale che ci trasciniamo ormai come una vecchia scarpa rotta da un quarto di secolo. Si sbaglia però a considerare il conflitto di interesse un problema solo del centrodestra berlusconiano.
    I cinque stelle nascono e vengono mantenuti all'interno di una società privata, una società che agli albori del movimento fondato da Grillo e Casaleggio restò una società occulta: la Casaleggio Associati.
    Gianroberto Casaleggio non è di certo un politico, la sua società cura strategie di rete e come utile fattura attraverso la pubblicitario dal blog di Beppe Grillo e dei vari siti satellite (come La cosa, e in passato il sito dell'italia dei valori). Casaleggio tiene ogni anno, dal 2006 a milano, conferenze per le ricerche sull'e-commerce, non di certo come guru ambientalista o filantropo della politica.
    Si tratta di un uomo dell'economia (è stato anche amministratore delegato, consulente di aziente e delle pubbliche relazioni) e gli interessi di una società non sono quasi mai gli stessi di un movimento politico, che per l'appunto ha un conflitto di interesse legato alle entrate pubblicitarie (più visite e partecipazione ottiene maggiore è il guadagno). Per aumentare questo fatturato il movimento accetta e concede potere decisionale solo ai propri iscritti, non alla rete (a meno che qualche iscritto al blog non pensi che la rete inizi e finisca con il Blog di Grillo), la vastità della rete, quella vera e senza padroni, è tenuta lontana, oltre i confini dell'iscrizione al blog e rimane pressocché inascoltata da un sistema che monopolizza il movimento all'interno di un singolo Blog privato (in passato i video erano pubblicati anche su portali video come Youtube, cosa che oggi non è più possibile vedere se non dovendo accedere direttamente ai siti della casaleggio).

    Risoluzione del conflitto di interessi. Prima di risolverlo con un decreto in parlamento è da risolvere all'interno del movimento stesso, alla base c'è una responsabilità morale per chi pretende di portare la legalità in parlamento. Per risolvere questo conflitto servirà rifondare il movimento con una nuova base democratica che non si rifaccia a una società privata (immaginate se Berlusconi avesse fatto lo stesso con mediaset.it) ma che sia un movimento di rete pubblico e senza scopo di lucro. Rinunciare ai rimborsi elettorali quando il blog ha entrate milionarie provenienti dall'attività degli iscritti è una presa in giro assoluta.
    Si potrebbe constatare che Casaleggio non è un candidato ne un eletto, in questo caso, vista l'influenza diretta del personaggio e del suo peso come dirigente, si tratterebbe di una Lobby che controlla un partito, cosa ancora più grave.
  2. Rete pubblica. Il movimento si promuoveva come rivoluzione digitale, l'applicazione dei principi democratici fondamentali (partecipazione dal basso, condivisione e trasparenza) attraverso un nuovo strumento tecnologico dell'ultima generazine, la rete gestita come risorsa partecipativa e di controllo sia delle istituzione che del movimento stesso.
    Come da punto 1 questo principio è nato morto fin da subito, essendo il movimento una società privata e non pubblica fa a capo gli interessi di un'azienda che ha sfruttato tatticamente i venti riformisti che soffiavano tempestosi da nord a sud della penisola e che si sarebbero affidati al diavolo pur di uscire dalla corruzione e dalla mala politica. La società ha ingabbiato questi venti creando un percorso forzato a imbuto e concentrandoli tutti nella società a capo dei due leader del partito, casaleggio ha dimostrato come è possibile usare, per fare interessi, la politica e l'e-commerce di cui e promotore.
    La rete è un universo vasto e potenzialmente infinito, racchiuderlo e confinarlo corrompe la sua natura che è e deve restare priva di padroni, confini e interessi. Il termine rete nasce proprio da questo principio base, snaturata da tutto questo il termine rete è un uso improprio.

    Fondare una rete pubblica e popolare. Il movimento sarebbe dovuto nascere come coalizione di blog indipendenti. Il Blog di Grillo e Casaleggio fungevano da forum comune, la necessità di non disperdere un elettorato frammentato in infiniti blog e social network avrebbe comunque visto la nascita di un nodo centrale comune, questo portale sarebbe stato gestito con le regole dell'open source, senza scopo di lucro, gestito dagli attivisti con donazioni libere (anch'esse gestite con assoluta trasparenza, e rendicontate le spese per la manutenzione e la gestione del portale). Il portale avrebbe raccolto e condiviso non gli iscritti, ma chiunque si volesse affacciare al movimento senza sentirsi l'iscritto a un club privé con tanto di proprietario del club e tessera gold con diritto di voto.
    In conclusione una rete nazionale e europea, senza confini, esempi come wikipedia, gestita dagli utenti, sarebbero stati sufficienti, una partecipazione dal basso e una gestione comunitaria, una rete sociale che Casaleggio e Grillo hanno saputo deturpare con un piano commerciale e non politico.
  3. Scelta delle alleanze. Il movimento ha urlato forte il suo intento di spazzare via i vecchi partiti, il vecchio sistema corrotto, ormai irriformabili con le loro radici profonde e insanabili.
    Cosa sarebbe accaduto se avesse ottenuto il suo scopo con una vittoria elettorale?
    La natura dei 5 stelle sembra assomigliare più a una setta che a un movimento, chi non fa parte dei cinque stelle è contro il cambiamento, o con noi o contro di noi.
    L'esclusiva del rinnovamento depositato forse alla Siae e che nessuno doveva portargli via. Questa esclusiva ha tagliato fuori qualunque tentativo alternativo di rinnovo politico che veniva proposto (come il partito di Ingroia o Tsipras). _L'intolleranza a un pensiero alternativo sulle stesse basi riformiste è stato rifiutato anche solo un confronto, eppure se era la vecchia politica a dover essere cacciata perché la nuova non doveva essere ascoltata?
    "A casa tutti" si ripeteva dai palchi, e poi? Nessuna opposizione ai cinque stelle? Nessuna scelta alternativa a loro? Un solo partito e un solo padrone non è una rivoluzione democratica, è un golpe.
    Con una base assolutista la cura si sarebbe rivelata addirittura peggiore della malattia stessa, e questo ha fatto crescere l'estremismo di destra che milita e impone il suo ruolo autoritario (vedi punto 4).

    Gestire i rapporti di confronto e dialogo. Innazitutto serve una base culturale, un partito o movimento si deve riconoscere in valori comuni e non in contrasto tra loro come il rispetto e il confronto, si può gridare e urlare come opposizione e un giorno, al posto di governo, ricevere gli urli e le contestazione delle proprie opposizioni.
    Rifiutando qualunque linea di confronto quasi come un dogma avrebbe indebolito e non rafforzato una rivoluzione, che ricordo sono alleanze, non esiste rivoluzione che non è stata capeggiata e poi vinta da alleanze e coalizioni guidate dagli stessi ideali ma indipendenti.
    La premessa era di mandare a casa la vecchia politica, non la nuova, il rifiuto di formare alleanze con nuovi movimenti paralleli e alternativi ha aumentato i sospetti di un movimento totalitarista e non democratico, cosa che ha giustamente allontanato un elettorato che forse ha già visto dare in passato e ne ha avuto abbastanza.
    L'appello di Rodotà, uomo simbolo del movimento durante la scelta del presidente della repubbica, di votare per Tsipras è passato all'indice dal movimento, da eroe a nemico della patria. L'altra europa con Tsipras era un movimento alternativo, del tutto legittimo quanto i 5S di proporsi come voto di dissenso e non rappresentava affatto la vecchia politica, ha quindi senso non fare alleanza con nessuno in assoluto che non siano i cinque stelle? Muoversi come un movimento Teocratico che non riconosce altro dio all'infuori del Blog ha sicuramente affascinato qualche esaltato integralista, non di certo un paese, che per quanto arretrato, fa pur sempre parte di una cultura occidentale e liberale.
  4. Estrema destra. Sovente Grillo si vantava di essere stato capace di attrarre la destra estrema e pericolosa nel suo movimento, il suo nobile gesto (se così possiamo definirlo) ha impedito ai partiti estremisti di formare coalizioni rappresentate in parlamento come in grecia con alba dorata e in francia ora con Le Pen.
    Niente di più falso. Un elettorato così pericoloso, una volta insediatosi alla base del movimento, farà valere con forza il suo peso decisionale, non restando di certo a guardare e a offrire solo il loro voto senza niente in cambio.
    Grillo ne è una prova vivente di questo cambiamento intestino, i suoi toni sono virati sempre più verso rievocazioni e valori di destra o addirittura di ultra-destra, slogan fascisti e nazisti e citazioni infelici dai campi di sterminio ai motti delle SS.
    Questo stampo neofascista non era certo voluto dal quadro dirigente del movimento, dobbiamo essere sinceri, Grillo, per quanto abbia recitato bene questo ruolo, non è un nazifascista. Si tratta invece di scelte prese alla base dagli attivisti. Il blog ha circa 50mila iscritti, non di certo tra i più moderati (che si guardano da Casaleggio), le decisioni e le proposte di espulsioni dei dissidenti provenivano principalmente dagli iscritti, non direttamente da Grillo che, a quanto pare senza potere di opporsi, ha dovuto eseguire, gli ordini dell'estrema destra si sono fatti sempre più prepotenti e semmpre meno moderati, e addirittura, e questa è un'ipotesi non del tutto da scartare, ad arrivare a un'organizzazione violenta capace di minacciare forse non solo i leader ma anche i capigruppo (La Lombardi e le sue uscite fasciste), ma forse addirittura alcuni dissidenti poi espulsi che non hanno denunciato i fatti.

    Epurazione dal nazifascismo. In realtà non esiste una soluzione democratica, le organizzazioni di estrema destra si coalizzano in clan con strutture a cellule formate da picchiatori e bracci armati (assomigliando di molto alle organizzazioni a clan di stampo mafioso). La soluzione è cacciarli denunciando i fatti di violenza, che non lesinano risparmiandosi ovunque si insediano, o anche rendergli la pappa indigesta sarebbe una soluzione efficace. Un militante di estrema destra è intollerante alla democrazia, al confronto, al rispetto, all'uguaglianza e alle regole democratiche. L'esposizione chiara di linee politiche democratiche, come diritti di genere, rispetto delle regole democratiche e rispetto dell'avversario avrebbero rotto il sodalizio con gli estremisti, assistendo a un esodo di voti verso partito come forza nuova (circa forse un 3-4% degli elettori 5 stelle, ma forse un 20/30% di iscritti al blog).

    La trattativa tra il movimento e gli iscritti fascisti è paragonabile alla trattativa stato mafia. Stesse motivazioni di convenienza e paura hanno portato il nazifascismo ai comizi, hanno condizionato e riscritto i discorsi di Grillo e reso ostaggi di minacce e ritorsioni l'intero quadro dirigente. Come per la mafia serve mantenere la testa alta, per sconfiggerla non servono trattative, non bisogna aver paura delle minacce, ma essere pronti a combatterli con ogni mezzo democratico (che implica anche l'uso della forza in questi casi).
    Questo è forse stato il più grande errore politico, nell'illusione di restare un movimento neutro senza colore ne formazione ideologica, le chiazze nere si sono diffuse come peste su di un abito bianco e immacolato, e la storia che si ripete non ha giustificazione alcuna, i fascisti non si fermano di fronte ai compromessi, vogliono e pretendono poi tutto il potere che ottengono un pezzo alla volta strappandolo via con la forza.
  5. Democrazia di rete contro il capitalismo globale. Sebbene ne abbiamo già parlato nel punto 2 l'europa è forse coinvolta nella disfatta del movimento e nella vittoria del nuovo centro democristiano.
    La rete è certo il mezzo più amato e più odiato del mondo moderno, amato dai rivoluzionari, dai dissidenti di ogni tirannide, ma anche il più odiato dai regimi e dai poteri forti che studiano ogni mezzo per arginarla e controllarne i flussi d'informazione.
    Le primavere arabe, i blogger dell'Iran e della cina, wikileaks e i retroscena dei regimi statunitensi in sudamerica. Ovunque la rete ha dato forti scossoni al tranquillo vivacchiare dei poteri forti di tutto lo scenario geopolitico globale.
    Dove la rete viene proibita, oscurata, oppressa o condizionata vi è un silenzio di tutto l'occidente, ma un risveglio silenzioso che emerge indipentente dalla rete, una lotta fuori dai riflettori mediatici, e va a formare una vasta rete di solidarietà che varca i propri confini nazionali, ne l'estrazione sociale o la cultura, la religione o l'orientamento contano più di fronte ai diritti comuni e universali dell'uomo.
    L'occidente si tene pulito grazie a un sistema mediatico efficiente nel designare i ruoli dei buoni e dei cattivi, un disegno che spesso trova nella rete un forte contrasto di opinioni e di fatti che ne fanno crollare le certezze dando un'alternativa di pensiero non più unico e assoluto degli scenari mondiali e nazionali.
    Se la democrazia regna in occidente è perché possiamo permettercela. Come ci è stata concessa può esserci tolta perché non ci appartiene, rende l'occidente ricco e avanzato, a favore della nostra economia ma senza tutto questo benessere gli occidentali sono disposti a rinunciarne sempre più, in cambio del pane ci viene tolto un diritto, un principio che pensavamo assodato, così ci scopriamo vulnerabili, fragili, nemici di noi stessi.
    Senza la globalizzazione e il capitalismo come unica regola di gioco non esisterebbe un occidente ricco e potente e non sarebbe mai nata una rete capace di creare un opposizione ai regimi occidentali.
    Cosa avrebbe potuto portare il movimento 5 stelle in europa? Una democrazia sociale, libera, trasparente, ma soprattutto un esempio da imitare. Se avesse seguito questi semplici 5 punti ora in europa avremmo moltissime reti parallele alla nostra che, con il tempo e la condivisione, avrebbero sostituito una politica globalizzata da un dominante oligarchia economica.
    Ora che l'occasione è sfumata l'europa si affida agli economisti o ai nazionalisti.
    Abbiamo lasciato la nostra impronta, un movimento che fa paura, la paura di essere imitati per non essere associati al movimento fascista di Beppe Grillo. La rete sarà simbolo di populismo estremo forse per i prossimi 20anni, come è stato essere di sinistra in Italia per mezzo secolo venendo paragonati ai regimi comunisti dell'est senza una vera alternativa democratica al modello capitalistico e democratico occidentale.

La vera rivoluzione doveva essere digitale e non di sistema, ma il sistema ha dimostrato di sapersi adattare e, restando pazientemente a osservare lo sviluppo della rete, ha imparato a strumentalizzare anche questo mezzo mediatico (perché di questo si tratta). La verità è che la rete è fatta di persone reali, è la somma delle loro intelligenze a dare struttura allo spazio virtuale che viene creato dalla condivisione di idee, fatti e movimenti popolari.
I popoli sono di certo molti ma l'intelligenza non è mai stata dalla loro parte, la politica è per le masse come la rete è per quei pochi che sapranno usarla e non farsi usare come è successo in Italia da un Blog che ha saputo creare e distruggere una rivoluzione culturale che avrebbe dovuto e potuto cambiare realmente un sistema e non farsi cambiare da esso.

lunedì 12 maggio 2014

Il mercato delle carni





Pubblicazione di Pagina di Lotta Attiva alla Discriminazione.

Lugath Torres Però mi chiedo perché andare sempre in asia quando nell'est europa c'è un mercato vastissimo di schiavi. Bielorussia e la stessa russia hanno un traffico attivissimo e commerciano con i paesi europei.
Qualche anno fa una magistrata della bielorussia aveva denunciato a una conferenza stampa internazionale di aver scoperto un intero asilo usato in realtà come bordello. Avevano scoperto anche alcuni parlamentari come frequentatori abituali.
Denunciarono il fatto (lei assieme a una collega) all'attenzione internazionale perché il governo le stava togliendo il caso, caso che poi non se ne è saputo più niente.
Nell'est europa sono gli stessi governi a essere consapevoli di questo traffico e a farne gli affari.
In russia, sempre un altro caso, furono scoperte 2 ragazzine tenute segregate in una casa nello scantinato, quando furono liberate le due ragazze dissero ai giornalisti che dopo il rapimento e la segregazione ebbero diversi figli, figli che li furono poi portati via molto piccoli. Il governo russo dichiarò che si trattava di malati mentali (i rapitori) e sulla fine dei bambini e su un eventuale traffico nessuno ha fatto sapere più nulla. Sono piccoli esempi ma l'est europa è divenuta famosa per la pedofilia con la diffusione della rete, le organizzazioni operavano quasi tutte in quelle regioni (le organizzazioni attive). Senza la rete non si sarebbe parlato, come si fa oggi, di questo fenomeno, perché per secoli, anzi millenni, è sempre esistito indisturbato.
Bisogna indagare sulla complicità delle istituzioni, sia nelle forze dell'ordine che nei governi stessi, perché è un mondo soprattutto sfruttato da chi ha denaro e quindi potere, i poveri sono solo la merce che si vende.
Lugath Torres Basta poi ricordarsi il caso di Marc Dutroux, durante una perquisizione della polizia nella sua casa un agente disse al suo superiore di aver sentito lamentarsi qualcuno da dietro una parete, il superiore ordinò all'agente di andare via e che la perquisizione era terminata.
O il sud america e il messico, quest'ultimo che scoprì un cimitero di 5000 donne ammazzate dalle bande criminali.
Bisogna farsi una domanda importante, quando ci sono molti schiavi vuol dire che c'è una domanda enorme e quindi organizzazioni su vasta scala.
Andate su internet è cercate "guro". Sono disegni artistici (spesso hentai) di bambine e donne torturate e mutilate. Niente di illegale, si tratta solo di disegni, ma è la domanda e il desiderio a dover farci riflettere.
Non si tratta di persone malate, ma di una vera e propria variante umana adattatasi a predatore dei propri simili (i bambini sono scelti perché schiavi perfetti, deboli sia nel fisico che nella mente e quindi totalmente manipolabili).
Se si fa un quadro generale della situazione si viene a delineare che una percentuale significativa della popolazione reprime impulsi predatori e violenti (desidera schiavi). I bambini sono scelti solo perché più deboli.
Nelle guerre le persone più insospettabili che prima di imbracciare le armi facevano una vita da civili qualunque, nelle guerre diventavano violenti e sadici per scelta.
Basta documentarsi sul massacro di Nanchino (detto anche stupro di Nanchino) o la guerra degli Ustascia e si scopre che i bambini sono prede e sollazzo di migliaia di soldati in preda a una "inspiegabile" (in realtà spiegabilissima) frenesia omicida. (una testimonianza di un serbo raccontava di soldati che si divertivano a lanciare in aria bambini e a infilzarli con le baionette durante la ricaduta, ridendo poi delle urla straziate del bambino. Una volta finita la guerra queste persone tornarono alla vita di tutti i giorni, chi faceva il calzolaio, chi il panettiere, all'apparenza come se nulla fosse successo).
Dobbiamo prendere coscienza che la nostra specie ha problemi legati non a malattie e devianze ma a varianti naturali di predatori seriali che si nutrono di morte e dolore delle vittime.
Milioni di schiavi significa milioni di schiavisti, una domanda che cresce, guarda caso, con il potere di acquisto (più un paese è ricco più cerca un turismo sessuale illegale perché può permetterselo).Il caso delle 200 studentesse rapite di questi giorni ci deve far riflettere. Il loro rapitore ha minacciato di venderle come schiave e gli stati occidentali si preparano a intervenire, ma nessuno parla però, fateci caso, che dove c'è una merce c'è un mercato , e se c'è un mercato c'è un'organizzazione che lo gestisce, ma ancora più importante e rendersi conto che un mercato vende a degli acquirenti, nessuno però parla ne del mercato ne di chi compra gli schiavi, che in africa e nel medio oriente sono centinaia di migliaia ogni anno.
Studiamo la storia e ammiriamo il nostro passato, fatto di schiavi e massacri fin dai tempi antichi, roma era grande con grandi conquistatori, ma roma vendeva persone, le stuprava, le torturava e le usava per sollazzo. Neppure la storia ci viene insegnata per quella che è, una testimonianza della nostra natura.
Ci sono miliardi di persone che non provano piacere e soffrono per queste vittime, ma ci sono miliardi di persone che ne godono.
Prima ce ne rendiamo conto prima possiamo pensare a trovare una soluzione scientifica, perché il rischio è che vincano i nazisti, i fascisti, gli integralisti, gli estremisti, i saccheggiatori, i clan, le bande, tutti nomi che descrivono una sola natura e che nella storia hanno dato esempio di essere capaci di azioni che la nostra civiltà ovattata ci nasconde da almeno mezzo secolo, per farceli dimenticare.

Link correlati:
Massacro di Nanchino
Ustascia